La crema viso idratante di Eywa

 



Come vi accennavo sul mio profilo Instagram, Daniela la titolare di Enatural mi ha dato la possibilità di provare il loro servizio di consulenza, per individuare sul sito i prodotti che meglio rispondevano alle mie necessità e tipologia di pelle.

Con l'arrivo dell'autunno/inverno necessitavo di una nuova crema viso. Che andasse ad idratare il mio viso, senza risultare pesante (la zona T mi si lucida ancora facilmente), che andasse a combattere le rughe e svolgesse una azione antiossidante.

La consulenza è stata quasi una chiacchierata tra amiche, si può fare anche via email e la trovo una scelta comodissima rispetto ad una chat perché ci si da il giusto tempo.

Una amica però con una estrema conoscenza dei prodotti, delle materie prime, delle varie problematiche e tipologie di pelle.

Le proposte sono state cucite su di me e oggi vi parlo di uno dei prodotti scelti.

Mi è stata consigliata una crema di Eywa, brand che non conoscevo ma che subito mi ha entusiasmato.

Prima di tutto ha una scelta di packaging davvero condivisibile e necessaria: zero plastica.

Infatti è contenuta in un tubetto di alluminio riciclabile, il tappo è in bio polimero compostabile ottenuto dalla fermentazione degli scarti di lavorazione dello zucchero, ed il tutto è contenuto in una scatola di cartone Fsc. Ovvero proveniente da foreste gestite in maniera corretta e sostenibile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Il resto della linea è in contenitori di vetro e legno sempre Fsc.



Ma la cosa che più mi ha colpita di questa azienda nata nel 2016 è tutta l'etica che sta dietro ai loro prodotti.

Vi giuro che dopo questa digressione, vi parlerò del prodotto in se, di ingredienti e di resa, ma credo che nella nostra società sia ormai vitale scegliere quelle aziende che lavorano a 360 gradi in maniera etica e consapevole. Purtroppo non basta un inci pulito ed un prodotto che funziona: ormai dobbiamo chiederci, come e da chi viene prodotto? Chi e come produce le materie prime? In che condizioni lavorano i produttori del prodotto stesso, ma anche degli ingredienti?

Eywa è molto chiara da questo punto di vista: ogni suo ingrediente è prodotto in maniera etica e sostenibile (il brand fa anche parte della Benefit Corporation, vi invito a leggere cosa sono queste società direttamente dal loro sito per non dilungarmi troppo), è più che una marca, un progetto, " una rete di connessioni autentiche fra uomini e culture diverse, valorizzando le competenze e saperi delle comunità locali, apprendendo da coloro che vivono da sempre in un determinato territorio come beneficiare  dei prodotti naturali in maniera consapevole.", che nasce a Dirindesso in Burkina Faso dove con un gruppo di donne hanno dato vita ad un saponificio che è diventato una importante fonte di reddito locale.

Gli ingredienti oltre che in Burkina Faso vengono prodotti in Kenya, Marocco, Campania e Sardegna.

Sul sito trovate le informazioni sulle associazioni con cui cooperano in ogni sito produttivo.

Cosa importantissima le produttrici, si perché per lo più sono donne!, vengono pagate Fair Trade prices, che per chi non lo sapesse vuol dire oltre che pagare in maniera equa i produttori e farli lavorare il tempo giusto in luoghi sicuri, è anche anticipare subito il 50% del totale del pagamento ed il resto a prodotto finito (cosa che vi assicuro non è usanza delle aziende). In più lo stipendio di queste produttrici viene consegnato direttamente a loro, e non ai mariti altra cosa che in alcuni paesi purtroppo è la prassi (azionando ovviamente un circolo vizioso di sfruttamento della donna).

Ora parliamo del prodotto in se, perché è ovviamente un altro aspetto importante.

La formulazione della crema mi piace molto, contiene grandi percentuali di acque di Elicriso e Rosa Centifolia. 

L'ingrediente principe di tutta la linea è poi l'olio di dattero, chiamato dall'antichità l'olio dei faraoni, ricco in vitamina E, dalle proprietà idratanti, leviganti ed antiossidanti.

Un altro ingrediente abbastanza particolare è l'olio di baobab ricco di silicio, anch'esso idratante ed antiage.

L'estratto di Iris fiorentino, che da anche la lieve profumazione alla crema, aiuta a mantenere l'equilibrio idrolipidico della pelle, facilitando l'approvvigionamento di liquidi anche negli strati più profondi , stimolandone la risalita ai livelli più esterni per una pelle più luminosa e levigata.





E' una crema dalla consistenza molto piacevole, che si fonde immediatamente sulla pelle. Si assorbe in fretta e lascia subito la pelle molto morbida e vellutata. La texture è leggera, ma avvolgente.

Idrata alla perfezione, senza lasciare residui e durante il giorno la mia pelle non si unge, ma rimane levigata e morbida.

Credo sia crema adatta davvero a tante tipologie di pelle, se non quasi a tutte. Infatti rimane leggera su una pelle grassa,ma che necessita comunque idratazione ed attivi antiage, perfetta su una pelle mista come la mia perché idrata e distende senza ungere, anche per le pelli normali e secche credo si comporterebbe egregiamente perché idrata a fondo e a lungo. 

E' ottima come base trucco, dando la possibilità grazie al rapido assorbimento di utilizzare praticamente immediatamente il makeup creando una base ben idratata per tutto il giorno.

Come vi dicevo prima la profumazione è molto lieve e discreta, floreale, mi ricorda l'iris.

Da quando la utilizzo noto che la pelle del mio viso e collo è notevolmente più morbida, non ho mai avuto zone secche o con pellicine, è più levigata e distesa.




Il tubo, che vi ricordo è zero plastica, è da 40 ml con un prezzo di € 58.

Vi assicuro che per il mio portafogli non è un prezzo indifferente.

Però ho ormai capito che per ottenere grandi risultati sulla mia pelle non posso lesinare sulla qualità di un prodotto.

E' una crema che vi durerà parecchio, perché ne basta davvero poca.

Se avete poi letto il mio articolo avrete capito cosa c'è dietro questo tubetto, non possiamo sempre risparmiare "sulla pelle degli altri". Quanto pensate verranno pagati i produttori delle materie prime di prodotti da pochi euro?

Ormai il green è una moda (e non mi soffermo sui pro e i contro), ma oltre ad un inci pulito e alla scelta magari solida di un brand (ogni riferimento è puramente casuale, vero Garnier?) o comunque ecologica ci soffermiamo ad analizzare tutta la filiera di un prodotto?

Per fortuna ci sono aziende come Eywa che lo fanno e che ci mostrano tutti i loro processi, i loro obiettivi, che scelgono produttori che danno giuste paghe e diritti ai propri lavoratori.

Perché un prodotto può anche essere "green", ma se la stessa azienda per produrre altri suoi prodotti sfrutta persone e territori, non ci puliremo la coscienza utilizzando i nuovi prodotti resi di moda con inci puliti e packaging riciclabili.

In questo anno strambo mi sono resa conto che voglio acquistare meno, ma più consapevolmente. Mi rendo conto che non è facile, sopratutto per chi come me cerca di emergere nei social dove ormai la smania di avere l'ultima novità e più prodotti possibili è un dictat. Non sarà facile perché anche io vengo attratta da tanti prodotti, dalla voglia di consumare, ma cercherò di impegnarmi.

Spero abbiate apprezzato questo articolo, sicuramente lungo, ma ricco di informazioni. 

E spero di avervi fatto voglia di conoscere questo brand e lo store di Daniela che tratta solo cosmesi naturale accuratamente selezionata.

Due realtà per altro della mia città, Milano <3

Fatemi sapere nei commenti i vostri pensieri a riguardo.




2 commenti

  1. Non posso dire che tu non mi abbia incuriosita su questa azienda! I valori nascosti dietro al prodotto sono il valore aggiunto che cerco quando decido di acquistare

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    1. Grazie di aver letto il mio articolo, credo anche io ormai che in questo mare di brand, dobbiamo cominciare a decidere cosa per noi fa la differenza :)

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